La mostra specializzata di avicoli e cunicoli organizzata in collaborazione con Anci-Aia e le mostre di bovini di Svizzera e Austria riaccendono i riflettori della Fiera Internazionale dell’Agricoltura e della Zootecnia sul settore degli allevamenti.
Il rilancio della zootecnia italiana passa necessariamente dal Mezzogiorno e dalle sue rassegne specializzate, utilizzando alcuni importanti strumenti disponibili: i programmi di sviluppo rurale, la revisione di medio termine della Pac, l’utilizzo dei contratti di filiera per rafforzare il settore favorendo l’aggregazione, l’obbligo dell’etichettatura per tutti i prodotti lattiero caseari italiani.
E’ inoltre importante perseguire la diversificazione delle produzioni zootecniche attraverso la trasformazione aziendale di carne e latte, favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili, sviluppare l’innovazione di processo e di prodotto per ridurre i costi ed accrescere il valore delle produzioni, attivare servizi ecosistemici ed iniziative di inclusione sociale per promuovere la crescita e lo sviluppo dei territori.

La zootecnia meridionale va dunque potenziata e rilanciata, per il suo ruolo fondamentale per l’economia, non solo agricola, rispetto alla quale, però, potenzialità e vocazioni territoriali fanno i conti quotidianamente con problemi e criticità.

Le statistiche attestano le persistenti difficoltà degli allevamenti nel Mezzogiorno, con tendenze peggiori rispetto al quadro nazionale, sia per il latte bovino e bufalino che per quello ovicaprino. Per quanto riguarda specificatamente il settore bufalino va comunque sottolineato il rilevante aumento dei capi nelle regioni del Mezzogiorno nel periodo 2002-2015 (+115%) e la crescente affermazione di prodotti caseari tracciati sui mercati esteri, unitamente a quelli legati alle razze autoctone dei diversi comparti.

E’ possibile, in definitiva, sviluppare ulteriormente la zootecnia in molte aree, dove essa è presidio del territorio, simbolo di sostenibilità ambientale e quindi potenziale risposta economica, sia nelle aree di pianura che nelle zone interne. Il mondo degli allevamenti, con le filiere della carne e del latte, si conferma dunque elemento di grande importanza per l’economia agricola del Mezzogiorno, con ruoli e funzioni supportati da oltre 70 anni dall’Associazione Italiana Allevatori – e le con le sue articolazioni regionali e provinciali (Ara e Apa) – impegnata nelle attività di miglioramento genetico per garantire i più elevati livelli di sicurezza alimentare per i consumatori, nel rispetto dei requisiti di benessere animale e qualità delle produzioni. Un sistema d’eccellenza cui l’Europa ed il mondo guardano perché ha saputo creare, rendere omogenei e mantenere nel tempo controlli funzionali nelle aziende zootecniche di tutto Paese.

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